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Terremoto in Abruzzo

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L’attività del Servizio Geologico d’Italia dopo il sisma

di Lorena Cecchini Il Servizio Geologico d’Italia, incorporato nella struttura dell’ISPRA ha svolto un ruolo determinante nell’emergenza del dopo sisma, effettuando diversi sopralluoghi nelle aree epicentrali, attuati da squadre di esperti geologi del Dipartimento Difesa del Suolo. Con l’obiettivo principale di valutare il rischio geologico residuo, fin dalla mattinata del 6 aprile sono iniziate le ricognizione speditive e avviate misure GPS. I sopralluoghi sono continuati nei giorni seguenti e sono tuttora in atto, per cartografare i fenomeni geologici del terremoto. Le risultanze di eventuali situazioni di rischio residuo sono state immediatamente comunicate al Dipartimento della Protezione Civile.
Dallo scenario degli effetti ambientali indotti dal terremoto – precisano i geologi dell’ISPRA impegnati nei rilievi - sarà possibile valutare l’intensità sismica mediante la scala ESI (Environmental Seismic Intensity scale) pubblicata nel 2007 in ambito INQUA (International Union for Quaternary Research) e alla cui stesura il Dipartimento Difesa del Suolo - Servizio Geologico d’Italia ha svolto un ruolo fondamentale.
Le attività sono svolte in collaborazione con vari Istituti di ricerca, in particolare con l’Università dell’Insubria di Como, l’IAMC-CNR di Napoli, l’IGG-CNR di Firenze, l’Università di Camerino, il Servizio Geologico della Provincia di Trento. Inoltre sono state avviate collaborazioni con l’Università di Durham (UK) e con il Servizio Geologico d’Israele.
Le indagini sugli effetti ambientali provocati dal sisma – segnalano gli esperti – riguardano consistenti crolli di roccia sulla sede stradale che hanno interessato anche numerose abitazioni in località Fossa. Proprio Fossa e San Potito, insieme alla strada delle Gole di San Venanzio e alla strada Paganica-Camarda, sono risultate a maggior rischio residuo. A Fossa i crolli sono proseguiti anche nei giorni seguenti la scossa principale e tuttora permane un elevato rischio di caduta di ulteriori blocchi anche di grosse dimensioni.
Il sistema di fratture che attraversa gli abitati di Tempèra Paganica, in particolare - fanno notare gli esperti - presenta una notevole continuità laterale (almeno 2,5 km) che è verosimilmente da mettere in relazione alla riattivazione cosismica superficiale della faglia di Paganica, già cartografata nel foglio Geologico CARG “L’Aquila”.
Crepe su strade, muretti e case continuano, anche in questi giorni, ad aprirsi e alcune sono monitorate dal Servizio Geologico della Provincia di Trento. Lungo tutto il tratto del campo di fatturazione di Paganica permane il rischio residuo sia per eventuale evoluzione di movimenti di tipo gravitativo lungo la scarpata di faglia, sia per eventuali nuove scosse o piogge prolungate che potrebbero manifestarsi. Numerose altre fratture sono distribuite nell’area epicentrale, le più estese ad Onna e Fossa lungo gli argini in prossimità dei ponti, ormai crollati, sul fiume Aterno.
Molti sono i movimenti geologici monitorati innestati dal sisma, oltre ai crolli numerosi i movimenti franosi presenti in una vasta area intorno all’epicentro. Probabilmente il più rilevante a monte di Arischia lungo la SS 80, la cui dinamica è in corso di studio, come in diversi altri casi che sono stati monitorati dagli esperti geologi dell’ISPRA e inseriti in una dettagliata relazione tecnica consegnata al Dipartimento di Protezione Civile. (Vedi documentazione fotografica presente su questo sito).
Il rischio di nuovi cedimenti riguarda i vistosi franamenti spondali del Lago Sinizzo, vicino a San Demetro né Vestini, di origine Carsica. Nel Rapporto tecnico del Dipartimento Difesa del suolo, si leggono anche osservazioni riguardo a variazioni di portata delle sorgenti a Tempèra, che segnalano sparizioni di sorgenti e spostamenti dei punti di risorgenza. Anche per quanto riguarda la rete GPS è in atto un intervento di misurazione di capisaldi appartenenti alla rete di controllo periodica misurata in collaborazione con INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e DPC per la deformazione cosismica.

(22/04/2009)