Le attività del Centro Nazionale di Inanellamento
dell’Ispra
Monitorare gli uccelli per proteggere l'ambiente
di Emanuele TiccaFoto: Cormorano Phalacrocorax carbo
(Stefano Volponi) Misurare gli effetti dei cambiamenti
climatici sulla biodiversità, valutare l’impatto delle
attività umane sull’ambiente che ci circonda. Sono
verifiche rese possibili dallo studio degli uccelli, il gruppo di
organismi meglio noto oggigiorno a livello globale, su cui
l’Ispra, attraverso il Centro Nazionale di Inanellamento,
svolge da decenni un monitoraggio costante basato sulla tecnica
dell’inanellamento.
Si tratta di una metodologia di ricerca utilizzata da oltre un
secolo e basata sull’apposizione, alla zampa degli uccelli,
di un leggerissimo anello in metallo recante un numero che
individua il soggetto ed un indirizzo al quale segnalare eventuali
osservazioni di questo uccello. Catturati con tecniche non
traumatiche, esaminati, marcati ed immediatamente liberati, gli
uccelli continuano la loro esistenza, mentre i ricercatori possono
seguirne gli spostamenti e ricostruire la storia di vita. Ogni
successiva segnalazione di un soggetto viene sinteticamente
definita “ricattura” e consente ai ricercatori di
comprendere, ad esempio, le rotte di migrazione o più
semplicemente parametri quali stime di sopravvivenza o successo
riproduttivo i quali sono essenziali per determinare le cause dei
mutamenti nelle dimensioni delle popolazioni.
Tutti i dati che vengono raccolti sono catalogati, analizzati e
custoditi grazie al sistema informativo EPE (Euring Engine
Protocol) del CNI ISPRA che ad oggi conta 4.665.915 dati di
inanellamento riferiti a 450 specie e sottospecie diverse; la banca
dati custodisce inoltre più di 230.000 ricatture.
L’attività di inanellamento è praticata a
livello internazionale (circa 4 milioni di uccelli vengono
inanellati annualmente nella sola Europa) e i diversi centri di
monitoraggio sono coordinati dall’Euring, l’Unione
Europea per l’Inanellamento, che gestisce lo scambio di
informazioni relative ad un medesimo uccello tra Centri nazionali
in Paesi diversi attraverso un codice alfanumerico utilizzato a
livello internazionale (codice Euring2000).
Se qualche anno fa venivano usati i canarini all’interno
delle miniere di carbone per segnalare la presenza nociva di gas,
adesso gli uccelli, attraverso i monitoraggi eseguiti con la
tecnica dell’inanellamento, possono essere usati come
importanti indicatori di ambienti minacciati in continenti diversi.
In quanto altamente mobili e facilmente osservabili, gli uccelli
sono estremamente reattivi ai mutamenti climatici. Sono stati tra i
primi organismi a rendere evidente ai ricercatori ed al pubblico
che il clima sta cambiando molto rapidamente. L’arrivo
più recente dei migratori in primavera, l’anticipo
nell’inizio della riproduzione ed un aumento nella frequenza
di osservazione invernale di specie migratrici hanno rappresentato
una prova evidente di un aumento generalizzato delle temperature in
Europa.
Ecco quindi spiegata l’importanza del Centro Nazionale di
Inanellamento dell’Ispra e delle sue attività di
monitoraggio degli uccelli, attività che possono contribuire
ad ottenere dati necessari alla corretta applicazione delle norme
comunitarie in territorio nazionale, ma che soprattutto mirano alla
biologia della conservazione e ad affrontare al meglio alcune delle
sfide ambientali che l’uomo si troverà a dover
risolvere nel prossimo futuro.