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Perron “Riciclo e termovalorizzatori per evitare nuove emergenze”

Foto Piero Perron, Direttore Conai
di Filippo Pala Andare sempre più avanti sulla strada del riciclo e della raccolta differenziata, anche se potrebbero non bastare per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Italia. E’ l’opinione di Piero Perron, direttore del Conai, secondo cui l’attività del Consorzio ha un forte impatto di tipo ambientale ma anche economico.

Direttore Perron, come si integrano i risultati da voi ottenuti col Consorzio con il ciclo generale dei rifiuti? In che modo la vostra attività può aiutare ad evitare nuove emergenze come quelle avute in Campania ed altre regioni?

La raccolta differenziata (che non riguarda solo gli imballaggi) non basta a risolvere il problema delle discariche: in aggiunta, per evitare nuove emergenze, è infatti necessaria la termovalorizzazione di una parte dei rifiuti. Il sistema ideale, a cui si stanno avvicinando regioni come Lombardia e Veneto, è di avere un 45% dei rifiuti trattati per il riciclo, un’altra parte rilevante che finisca nei termovalorizzatori, e infine una quota intorno al 20% che continui ad andare in discarica.

La vostra attività porta anche un ritorno economico, con risparmio di risorse e creazione di posti di lavoro. E’ questa la green economy di cui si parla tanto?

Sia le attività di selezione che quelle di riciclo del rifiuto portano indubbiamente valore e creano posti di lavoro. Abbiamo valutato in 76mila gli impieghi creati in questi anni da tutto il sistema Conai: in questo momento, anche il nostro comparto è meno brillante che in altri periodi, perché il valore dei materiali di recupero si è abbassato drasticamente, ma se immaginiamo condizioni normali la nostra attività sicuramente si giustifica da un punto di vista economico, oltre che ambientale, portando frutti concreti.

Quali sono i principali vantaggi ambientali che ad oggi vengono generati dall’attività del Conai?

Anzitutto, si evitano tutte le emissioni che avvengono nelle discariche (ad esempio quelle di metano), inoltre partire dalle materie prime seconde, invece che dalle materie prime vergini, dà luogo ad un importante risparmio energetico. E’ tipico il caso della produzione di manufatti di alluminio, che quando vengono prodotti da materiale riciclato richiedono un consumo di energia pari a un decimo di quello necessario partendo dai minerali.

(09/07/2009)